going and coming

luglio 31 2003

ESITO DEL TEST

Ognuno dei seguenti punti esprime una modalità di pensiero che hai la tendenza a mettere in atto. Ciò non significa che sempre e in ogni situazione ti comporti in questo modo. Questo elenco può esserti utile per individuare piuttosto, ripensando alle tue esperienze passate, proprio quei casi nei quali è successo. Ti invita alla riflessione. Soprattutto ti invitiamo a pensare che non è necessario caderci e che puoi liberartene semplicemente iniziando a prestarvi più attenzione. - Credere che sia giusto soffrire: Nei primi anni della nostra vita siamo subito gettati in un inferno di convinzioni limitanti sulla nostra possibilità di star bene. Ricordati che gli ultimi saranno i primi e poi la storia del cammello e l’ago. Questo insieme di convinzioni limitanti non riguarda soltanto il benessere economico e, nonostante quello che uno possa pensare razionalmente, agisce in profondità condizionando le nostre scelte. Se ad esempio hai la convinzione che ‘chi soffre mostra una sensibilità superiore’, rischi di giustificare la sofferenza. Ma questa è una trappola: se stai bene non va bene perché non sei abbastanza sensibile! Che sia colpa di quello storpio di Leopardi? E’ forse vero che se non fosse stato per le sue sofferenze non avrebbe partorito tra le pagine di poesia più belle al mondo? Difficile dirlo. Ricordiamoci però che non tutti i portatori di gobba sono dei Leopardi.

- Vivere di risentimenti: Il risentimento ha una funzione evidentemente protettiva: serve a ricordarmi anche emozionalmente di un torto subito per poter stare in guardia. Al tempo stesso consideriamo come il risentimento faccia sì che un dolore che non c’è più, si protragga nel presente. Oggi potresti goderti la vita eppure non te la godi perché ripensi a qualcosa che…non c’è più. Quando si vive risentimento c’è una parte di te che ti dice che non devi e non vuoi perdonare. Vuoi continuare ad odiare quella persona. Eppure, paradossalmente, così facendo il torto di quella persona continua ad avere un influsso negativo sulla tua vita; ti condiziona lo stato d’animo…insomma ti fai governare proprio dalla persona che ti ha fatto del male!

- Fondare le scelte presenti sulla paura: per la maggior parte delle tue esperienze la paura è un’emozione che non ha senso di esserci nella misura in cui ti blocca. Può esserci paura di fare un incidente o di investire qualcuno e questo può essere salutare quando ci fa rallentare ma non quando ci impedisce di guidare la macchina. Può esserci la paura di offendere qualcuno: questo è utile se ti porta a riflettere su quale cosa sia meglio dire. Ma non se ti paralizza la lingua. Insomma la paura può essere un segnale di allerta importante nella misura in cui però ti spinge ad agire e non quando ti blocca. Quando una persona è bloccata dalla paura spesso entra in una buffa spirale che alimenta la paura stessa: è la storia di quell’uomo che suonava continuamente un fischietto; egli disse che lo faceva per tenere lontani i leoni; quando gli fecero notare che i leoni non c’erano lì intorno lui rispose: vedete che funziona! Il problema è che finché stai dentro quel rituale che ti sei costruito per evitare ciò che temi, non ti rendi conto che non c’è nessun pericolo e ti perdi esperienze che possono arricchirti. Quando tocchi il fantasma esso scompare.

- Avere dei non-obiettivi: intendo dire: obiettivi che sono in realtà l’espressione di CIO’ CHE NON VUOI PIU’. Ciò che cerchi è semplicemente… non avere più una certa situazione. Una ragazza che ho incontrato qualche anno fa prima aveva cercato con tutte le forze di andarsene da casa dal dominio dei suoi genitori. Quindi si sposò; ma siccome era concentrata sul fatto di andare via dai genitori non prestò tanta attenzione a chi fosse il marito. Un giorno si accorse di non essere felice e volle far qualcosa per non annoiarsi; le capitò di fare un figlio. Fu questa esperienza però che le fece capire che il marito non era la persona giusta per lei e volle andarsene; tornò dalla madre dove dopo poco riscoprì che le cose andavano anche peggio di prima. Insomma conviene specificare bene a te stesso CIO’ CHE VUOI e una volta che hai notato ciò che non va tanto vale cercare ciò che vorresti.

- Cercare di controllare (coscientemente) l’incontrollabile: ci sono fenomeni che per loro natura non sono direttamente controllabili e questo perché non nasciamo con un manuale su come usare correttamente il nostro cervello. Ad esempio se ti trovi in una situazione di tensione e ti accorgi che le mani ti stanno sudando puoi decidere di bloccare la sudorazione. Ecco che come tenti di bloccarla ti accorgi che non ci riesci, così pensi a quando dovrai stringere la mano di qualcuno lasciandogliela sbrodolata del tuo sudore e questo, tipicamente, ti farà sudare ancora di più la mano. Così qualsiasi stato emotivo: ad esempio sii felice ora! Sì, rispondi a questo ordine: sii felice! Ricordi quando eri piccolo/a e i tuoi genitori ti dicevano: con tutto quello che ti diamo dovresti essere il bambino più felice della terra! Magari avevano ragione ma purtroppo per loro la felicità non si crea a comando. Non sto affermando che tu non possa imparare a controllare i fenomeni che avvengono spontaneamente in te ma che non puoi farlo con una semplice intenzione cosciente: sono necessari esercizi, metodi indiretti o stati alterati di coscienza.

- Nelle situazioni di stress il tuo atteggiamento è potenzialmente moderato; l'errore nel quale potresti cadere è comunque quello di interpretare le cose in base a delle etichette. - Occhio alle etichette: Le etichette sono definizioni di identità come: ‘sono una persona nervosa’, ‘sono una persona passiva’, ‘sono un pauroso’ ecc. Ogni etichetta ha il potere di definire ciò che una persona è e di inchiodarla in quel ruolo. Pensa soltanto all’etichetta o alle etichette che ti hanno segnato come bambino/a. Se ti hanno definito ‘timido’, qualunque cosa avessi fatto sarebbe stata la conferma, per gli altri, che eri timido. Se ti ritraevi di fronte ad un estraneo non eri ‘prudente’ ma ‘timido’. Se parlavi a voce bassa non eri ‘riservato’ ma timido. Alla fine hai finito per crederci. Anche da adulti ci inchiodiamo e siamo inchiodati dagli altri a dei ruoli. Attento perché l’etichetta ti immobilizza! Questo limite non viene solo con le etichette ‘negative’. Recentemente un ragazzo mi ha confidato di essere disperato perché tutti lo cercano come motivatore ed è costretto a mantenere quella facciata anche nei momenti in cui avrebbe bisogno di stare solo, di essere consolato o di appoggiarsi agli altri. Un’etichetta diventa il tuo distintivo e il tuo confine. Certo, perché l’etichetta rappresenta anche un’immagine parziale della realtà. Lasciando fuori tante altre possibilità E questo è uno dei maggiori ostacoli all’apprendimento e alla crescita personale.

- Tendenza alla conservazione della conoscenza: La crescita personale coincide con l’apprendimento. Ci sono due principali modi per chiuderti all’apprendimento: uno è costituito dalla diffidenza (che non c’entra nulla con l’atteggiamento critico): chi ad esempio dice: ‘non ci credo, secondo me non funziona’, ma non fa nulla per provare. Il secondo è dato dal chiudersi gli occhi di fronte alle differenze: apprendere significa mettere in relazione il nuovo con ciò che già si conosce. queste somiglianze possono costituire un tramite per includere le novità; non dovrebbero schiacciarle e metterle da parte! A volte questo atteggiamento dipende dal vivere la novità come una minaccia per l’identità. Se ti identifichi con le tue opinioni (e perdi la consapevolezza che tu sei il soggetto che HA delle opinioni), puoi trovare una forte resistenza a cambiarle in quanto ti sembrerà di dover cambiare identità. L’apprendimento non ti porta necessariamente a cambiare opinione. Ma potrebbe chiederti di farlo. Quando riconosci uno di questi atteggiamenti hai la possibilità di aprirti verso ciò che stai conoscendo.

lo ha realizzato etac | 02:26 | commenti (3)

luglio 30 2003

son sicura che io non mi darei una calmata nemmeno con questa...

Per capire ciò che può limitare il tuo benessere fai il test

lo ha realizzato etac | 14:35 | commenti (7)

DISEDUCATI DALLA TV

sono ormai numerosi gli studi che dimostrano come la televisione, con il continuo aumento di offerta di immagini violente, contribuisca attivamente al problema della violenza. un esempio tra i tanti: in una ricerca condotta dall'università del michigan 875 soggetti sono stati seguiti per più decenni, a partire dall'età infantile. è risultato che coloro che all'età di otto anni avevano visto scene violente con una frequenza superiore alla media, a 19 anni hanno avuto più problemi con la giustizia; e intorno ai 30 anni di età sono incorsi con maggiore frequenza in condanne per crimini. le prove sono ormai schiaccianti: chi "si nutre" di scene di violenza tende a diventare violento. i bambini sono particolarmente influenzabili in età scolare, ma l'effetto perdura anche in età adulta. e non importa se la brutalità in televisione è solo finzione. il nostro cervello non distingue tra immagini reali e fittizie. la violenza fa leva su programmi di comportamento istintivi e grazie a ciò attrae l'attenzione su di sè. in tal modo i bambini non possono far altro che restare inchiodati davanti all'apparecchio. e questo lascia tracce nei loro cervelli, che stanno attraversando una fase di intenso sviluppo: da qualche parte nella corteccia cerebrale restano impresse scene di violenza che guidanoil futuro comportamento dell'adolescente. inoltre, assistere di continuo a scene di violenza induce un fenomeno di desensibilizzazione. il risultato è chiaro: chi vede sempre scene brutali si emoziona di meno di fronte a singole scene di violenza e tende a considerarle normali. e col tempo compie un trasferimento dalla finzione alla realtà, cambiando corrispondentemente il proprio comportamento. in breve: è la struttura stessa della nostra neurobiologia a far si che la violenza in televisione porti a più violenza nel mondo. in questo scenario, è molto preoccupante il fatto che gli studenti medi americani di più di 12 anni di età rimangano davanti al televisore un numero di ore doppio di quelle trascorse a scuola, e che nel corso della loro esistenza abbiano "consumato" circa 32.000 omicidi e 40.000 tentati omicidi. nessuna sorpresa, quindi, che secondo i risultati di un'indagine il 35% di tutti gli studenti americani di oltre 12 anni creda di non poter raggiungere l'età della pensione perchè saranno uccisi prima. che cosa si può fare? una cosa è certa: chi reagisce commentando che "dopotutto si tratta di un film" cade in un pericoloso errore. esiste solo un modo per difendere il cervello dall'impatto impressionante della violenza: evitarla!

lo ha realizzato etac | 03:28 | commenti (7)

luglio 29 2003

una decisione a settembre???

irrimediabilmente?

a settembre non penso proprio, a settembre ho da fare!

lo ha realizzato etac | 16:49 | commenti (4)

esternazione estemporanea

IL MONDO è UN COMPLESSO DI SISTEMI DEL CAZZO AI QUALI SI DEVE SOCCOMBERE

E VAFFANCULO!

lo ha realizzato etac | 16:33 | commenti (3)

E' una pioggia provvidenziale quella che scende

adesso

...vorrei piovesse tutti i giorni...la mia vita

lo ha realizzato etac | 14:40 | commenti

ieri notte ho sognato che distruggevo la mia chitarra....e mi domando ancora come abbia potuto. io l'adoro. perchè tanta rabbia?

chissà cosa volevo comunicare nel sogno.speriamo di non distruggere niente stanotte!!!

lo ha realizzato etac | 03:19 | commenti (4)

luglio 27 2003

Ogni notte morire al pensiero che c'è...

per poi rinascere ogni mattina rincorrendo il desiderio di averla...

... Notte

lo ha realizzato etac | 04:45 | commenti (3)

SPIACENTE, ... E' UN PROBLEMA!?

MA SEI QUI PER QUESTO!

lo ha realizzato etac | 04:42 | commenti

luglio 26 2003

Follemente bello

Perchè le opere di artisti schizofrenici hanno una presa così forte su chi li osserva?

Forse è perchè questi "malati" riescono a guardare in precipizi che gli altri soltanto immaginano

La mescolanza tra arte, genio creativo e malattia mentale ha sempre affascinato gli uomini. Già il filosofo Platone, aveva  caratterizzato la mania, l'esaltazione dell'anima, come un dono degli dèi che permetterebbe all'artista, e al poeta di realizzare le loro opere. E' una visione romantica della malattia mentale che va sempre di moda, ma che, in verità, non rende del tutto giustizia alla creatività degli artisti schizofrenici, poichè la malattia da sola non basta a fare un artista.

Le opere di questi uomini sprigionano a volte una magia del tutto particolare. Quando l'autore riesce a condurci, come osservatori, anche solo al margine dello strano mondo della sua esperienza, riusciamo ad intuire qualcosa della fragilità dell'esistenza umana. Percepiamo la lotta disperata del malato per recuperare il suo sè perduto e l'ordine del passato. Cosa che gli riesce meglio nel mondo compiuto di un quadro che nella vita reale. Nella pittura, il paziente schizofrenico riacquista per un momento la sua libertà d'azione. La sua capacità espressiva va oltre un impulso disordinato alla figurazione. Gli schizofrenici sono spesso sommersi da immagini interne e da intense impressioni esterne. In questa situazione il quadro dischiude al malato un mondo speciale in cui egli, può dare forma e ordine alle esperienze senza nome che lo tormentano. Dipingere o disegnare significa riuscire a portare ad esecuzione visibile, un progetto interno. Lo schizofrenico può configurare più facilmente lo spazio del quadro che non la minacciosa realtà esterna. L'attività figurativa offre all' "artista malato" un'esperienza di "azione in risposta a qualcosa", di comunicazione. In uno spazio protetto, simbolico, del quadro, il paziente può sentire se stesso come un soggetto attivo e capace di prendere decisioni. Così il quadro gli serve come una sorta di specchio in cui egli riconosce, nonostante le deformazioni, se stesso e il suo mondo. Può esprimere in tal modo ciò che sarebbe difficile spiegare a parole. E il quadro diventa un'offerta di comunicazione per gli altri.

Dopo il mutamento radicale del concetto d'arte verificatosi nel 20° secolo, ci è oggi molto più facile accettare l'eccentricità di tali opere senza dover considerare opere e artisti sotto l'aspetto della malattia. Nelle "strane formazioni di difesa", concretizzate nella forma di quadri, contro le esperienze intollerabili dell'esistenza psicotica, possiamo percepire qualcosa della tragedia dell'uomo dinanzi all'abisso dell'anima. I quadri rappresentano quindi un ponte che ci permette di entrare nel mondo del malato.

lo ha realizzato etac | 02:43 | commenti (4)

luglio 23 2003

...ma infondo...

qui c'è mio!

io sono la titolare di me stessa...

... e faccio come mi pare!

... e anche a 'sto giro l'ho "rimpancata" con questa filosofia!

lo ha realizzato etac | 14:39 | commenti (11)

... invece, niente risate(stamani ho cambiato tutti i neon del laboratorio per essere a norma con le regole vigenti sulla sicurezza, e i due elettricisti(notare, non uno! due) sono stati qui dalle 8 alle 13...quindi non appena arriva la fattura ci sarà poco da ridere), niente divano( sono ripiegata a dipingere su una sedia), ma sopratutto niente fresco. uff... devo accendere dinuovo il forno.

lo ha realizzato etac | 14:18 | commenti (1)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

oggi mi farei volentieri questo film del mitico jerry lewis svaccata sul divano al fresco di casa mia

lo ha realizzato etac | 14:04 | commenti

alla faccia!!! e poi mia madre mi rimprovera che bevo troppo...

non lo so! mi ha appena portato una birra da tre quarti! 

lo ha realizzato etac | 13:31 | commenti

luglio 22 2003

 

 

 

 

 

 

 

 

 

... e poi in giro c'è ancora qualcuno convinto che le cose devono rimanere come sono sempre state

lo ha realizzato etac | 00:51 | commenti (8)

luglio 21 2003

 

 

 

 

 

...torna indietro, tanto avanti non si va!

lo ha realizzato etac | 17:02 | commenti (6)

luglio 20 2003

è giorno... nel forno! 932°...  tra poco si arresterà ( a 980°)per cominciare la sua lenta discesa per tornare fino a 0°...lunedì. allora saranno sorprese lo so! intanto vado a casa. fra qualche ora mi aspetta una giornata di mare. tanta roba!

è una notte splendida

chi vuol veder le stelle spenga i lumi.

 

lo ha realizzato etac | 04:36 | commenti (3)

non è che fa caldo, di più! il forno è già a 657° e dallo spioncino (se così si chiama) dentro si vedono i cocci incandescenti! non so perchè dopo tre anni, questa visione mi entusiasma ancora così tanto. è davvero un flash! non ho ancora voglia di andare a casa. questo sabato sera l'ho passato qui, nel mio laboratorio. niente lavoro, niente uscita a bere, niente di niente. ho bisogno di un pò di silenzio.

lo ha realizzato etac | 02:08 | commenti (3)

luglio 19 2003

INIZIO DEL VERTICE G8 IN UNA CITTA' BLINDATA

Tra tombini e cestini dell'immondizia sigillati. Tra ronde in divisa e uomini in completo blu al seguito dei primi diplomatici, in una città presidiata da 1800 unità di sicurezza: Carabinieri, polizia(stradale, scientifica, preventiva del crimine...ecc), finanza, forestale e vigili urbani, per seguire il vertice su ambiente ed energia. Tra gli sguardi della gente in un misto di curiosità, perplessità e qualche timore. Un'attesa del vertice in stand by, in apnea. Parola d'ordine: SICUREZZA. Resta da vedere cosa succederà oggi, con la manifestazione annunciata dei no-global.

lo ha realizzato etac | 03:54 | commenti

luglio 17 2003

copiato pari pari dal blog del mio amico gypo... che mi ha sorpreso...

UN REGALINO PER TE...

scritta per il matrimonio del Vadalà, ma consegnata solo ora per timidezza; e me la dedico pure perchè BASTA ESSERE DEPRESSI....

L'amore con L'accento.mp3Ps. clicca con il tasto destro del mouse e fai "salva oggetto con nome"

tirato fuori da | 18:34 |


lo ha realizzato etac | 19:46 | commenti (17)

luglio 16 2003

Spiagge bianche...quasi ai tropici

Spiagge desolate e bianche, mare azzurro ed acqua limpida... un sogno che pochi si possono permettere: un viaggio ai Tropici o in una piccola isola dell'emisfero australe. E l'impressione che si ha percorrendo la Statale Aurelia, che collega Livorno a Grosseto, in direzione Sud, è proprio questa: una spiaggia tropicale, senza palme, ma con il mare azzurro e la sabbia candida. Dall'alto dell'Aurelia, volgendo lo sguardo lungo la costa frastagliata, appare un'anomala striscia di spiaggia bianchissima, lunga circa quattro chilometri. Questo luogo particolare è noto, non a caso, con il nome di Spiagge Bianche. ROSIGNANO SOLVAY BEACH
Il motivo dell'insolito colore della sabbia, e del mare pulito è la conseguenza di anni di lavorazione dell'industria di bicarbonato che ha il proprio stabilimento a Rosignano Marittimo, a circa un chilometro della costa.

 


lo ha realizzato etac | 15:01 | commenti (13)

Il mistero della spada nella roccia
Miti e leggende aleggiano nelle terre toscane creando quell'alone di mistero che riesce a stimolare la fantasia e la curiosità di chi crede nell'immaginifico e si lascia trasportare dai sogni. Quante volte da piccoli abbiamo ascoltato la leggenda della spada nella roccia, del mitico re Artù che, giovane e sprovveduto scudiero, riuscì a sollevare l'elsa della spada che per anni era rimasta conficcata nella roccia.
E questa leggenda assume caratteri realistici quando si giunge in Toscana, nella Valle del Merse, nel senese, che trattiene ancora vivo il mistero della spada, custodita nella chiesa di Monte Siepi nei pressi della famosissima Abbazia di San Galgano, nota come l'abbazia senza tetto.
La leggenda narra che Galgano, giovane dedito alla vita spensierata e lussuosa, in seguito alla visione dell'Arcangelo Gabriele, avesse abbandonato i beni terreni per ritirarsi in meditazione. Per aver conferma della volontà divina, così si narra, conficcò la propria spada nella roccia ricreando con l'elsa l'immagine della croce di Cristo. Alla sua morte, nel 1181, Galgano fu proclamato santo e affluirono fedeli da ogni parte per rendergli omaggio. Per questo motivo, intorno al 1184, venne terminata la costruzione dell'abbazia di San Galgano.L'abbazia dopo un periodo di grande splendore durante i pellegrinaggi alle reliquie del Santo, fu completamente abbandonata finché, nel 1786, crollò il campanile distruggendo il tetto della navata principale. I materiali crollati sono stati oggetto di saccheggio per secoli, fino a che, agli inizi del 1900 è stata restaurata e attualmente appare in tutto la sua maestosità di stile gotico. La leggendaria spada nella roccia è custodita presso la chiesetta di Monte Siepi, una piccola struttura in stile romanico senese. Attualmente la spada nella roccia è posto sotto studio per monitorarne i materiali di costruzione e attribuire una data.


lo ha realizzato etac | 11:11 | commenti (1)

IL "POST(O)" DELL'EMPATIA

Una delle "armi segrete" del successo evolutivo degli esseri umani, è la loro straordinaria capacità di immedesimarsi nei problemi degli altri, provando simpatia e desiderio di aiutare le persone in difficoltà. Anche se apparentemente controproducente(perchè rischiare il proprio benessere per degli sconosciuti?), visto in un contesto sociale più ampio questo comportamento produce grandi benefici per tutti, rendendo i gruppi umani più saldi, efficenti e coesi. uno psicologo dell'università di Whashington, ha deciso di scoprire se nel cervello ci sono aree specializzate nel provare simpatia per i propri simili. Ha questo scopo ha chiesto ad alcuni volontari di sottoporsi a una scansione PET, mentre guardavano dei video, dove alcuni attori raccontavano brevi storie. La PET consente di visualizzare tramite computer quali aree del cervello sono più attive, grazie all'uso di glucosio debolmente radioattivo che si accumula dove il cervello ha un'intensa attività. Le storie visionate dai volontari erano di due tipi diversi:ad alto contenuto emozionale(racconti di lutti, incidenti, malattie) o neutre(storie di vita di pgni giorno). Inoltre gli attori raccontavano ogni storia con 3 possibili diverse espressioni sul viso: neutra, triste e allegra. Quando l'espressione del viso di chi la raccontava era coerente con il contenuto della storia, nel cervello dei volontari in ascolto si accendevano le aree addette all'elaborazione delle emozioni, e se la storia era commuovente, a sorpresa, entravano in azione anche le aree definite della "rappresentazione condivisa", cioè quelle che si attivano quando ci immaginiamo di compiere un'azione o osserviamo qualcuno che compie un'azione. In pratica, il volontario si immedesimava nel racconto che stava ascoltando, come se la narrazione intrapresa dall'attore fosse qualcosa che stava capitando a lui. Se invece l'espressione dell'attore contrastava con quanto egli stava raccontando, come raccontare della morte di un parente ridendo, allora nel cervello di chi ascoltava si spegnevano le aree preposte alle emozioni ed entravano in funzione al loro posto aree, che vengono normalmente usate in caso di conflitto sociale. In pratica, il volontario sentiva l'attore come estraneo, diverso da se e provava ostilità verso di lui. Secondo lo psicologo questa rappresentazione del modo in cui il cervello prova simpatia verso i nostri simili, potrebbe aprire la strada alla comprensione del perchè, alcune persone, come i serial killer, non riescono a provare questa fondamentale emozione verso gli altri esseri umani.

lo ha realizzato etac | 02:52 | commenti (4)

luglio 15 2003

          RECIDIVA

lo ha realizzato etac | 14:28 | commenti (4)

what have I done to deserve this again?

lo ha realizzato etac | 14:19 | commenti

VIVIAMO TUTTI SOTTO LO STESSO CIELO

MA OGNUNO HA IL PROPRIO ORIZZONTE.

lo ha realizzato etac | 03:21 | commenti

LO PENSO MA DETESTO ESTERNARLO

non ero io che dovevo partire per non tornare più?

lasciarmi prendere, abbandonare e dimenticare le mie aspirazioni, le mie passioni, i miei sogni. dimenticare chi sono per ricordarmi invece di essere qualcun'altro. chi? in nome di cosa???

no. io non ci sono stata. reazione. INDIVIDUALE

si. individualismo.

credevo, pensavo che mi sarei ritrovata, altrove. ma io sono qui. io sono io... e non può essere diversamente. e non lo sarà più.

e sono tornata. sono gli altri che se ne sono andati però, molti di loro non li ho più ritrovati. forse non torneranno più. forse torneranno dei momenti, attimi, ma se ne andranno dinuovo, senza nemmeno accorgersene.

cambiati, modificati, adeguati alle varie forme che gli stanno a dosso.

libertà di essere... la mia,

io

lo ha realizzato etac | 03:04 | commenti

luglio 14 2003

 

 

 

lo ha realizzato etac | 20:20 | commenti

 

               ESCAPE

lo ha realizzato etac | 13:14 | commenti (3)

... e io che volevo andare quindici giorni in sardegna...

                                9-15 agosto

...non mi resta che accontentarmi di una settimana nel caos di riccione...

lo ha realizzato etac | 13:10 | commenti

luglio 13 2003

 

 

 

 

lo ha realizzato etac | 17:55 | commenti (3)

luglio 11 2003

www.pistoiablues.com è il mio primo link!

lo ha realizzato etac | 14:08 | commenti (4)

mi sono regalata il computer nuovo

cavolo! finalmente ho la barra degli strumenti!

lo ha realizzato etac | 13:55 | commenti

 

IL MODEM FINALMENTE!



lo ha realizzato etac | 13:53 | commenti (5)

luglio 4 2003

ho dovuto fare i conti con la sfiga in questi giorni

... mi ha fatto spendere un monte di soldi!!!


e non è finita qui!

lo ha realizzato etac | 02:03 | commenti (1)


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